Usain Bolt si è ritirato. Nonostante il terzo posto nella sua ultima gara mondiale, a Londra, qualche giorno fa. Eppure noi non siamo convinti che quella possa essere, davvero, la sua ultima apparizione nel mondo dell’atletica. E abbiamo provato a immaginare alcuni motivi per cui vedremo il corridore giamaicano alle prossime Olimpiadi, nel 2020, in Giappone:

  1. Entro due anni i 100 metri saranno corsi da “atleti senza pilota”. Correrà un avatar, comandato a distanza da un telecomando, ripreso da un drone e gestito via chatbot da un team fatto di umanoidi usciti da WestWorld.
  2. Se gli avatar non saranno ancora pronti, si correrà usando un visore per la realtà virtuale. Insomma, nessun allenamento o fatica. Vuoi mettere che pacchia?
  3. Bolt ama le uscite teatrali e le telecamere. Impossibile resistere alla possibilità di imitare Michael Jordan e avere di nuovo i riflettori su di sé.
  4. “Nonno, ci racconti della tua ultima gara?” Dire un giorno ai nipoti di essere stato battuto da Gatlin. No, dai. Usain si accorgerà presto di questa “possibilità” e si infilerà, di nuovo, gli scarpini.
  5. “Tu sei quello che ha dato il nome al cane del film?”. Questo è il rischio di essere ricordati per qualcosa che non sia una sconfitta. Nessuno ama le sconfitte.
  6. Lontano dai riflettori si annoierà.
  7. Lo convinceranno gli sponsor. Altro che Neymar
  8. Tornerà per fare “Lancio del Peso”. DI solito, in pensione, si tende a ingrassare.
  9. Intraprenderà il ruolo di starter. Sparando in testa ai giovani rivali che potrebbero sfilargli il record del mondo.
  10. Farà l’intervistatore per Eurosport. Facendo domande a se stesso e rispondendo a tono.

 L’ultima gara di Bolt

Insomma, le possibilità ci sono. Noi puntiamo sull’orgoglio e sulle infinite possibilità che si apriranno nei prossimi anni. Coraggio Usain, ti aspettiamo a Tokyo. Da umano o robot, scegli tu.